Il concetto di rivoluzione circolare
L’industria edile è da tempo sotto la lente d’ingrandimento per le sue responsabilità in fatto di produzione di gas serra e consumo di energia. Per ridurre gli effetti negativi che il settore ha su questi indicatori la circolarità nei cantieri è una strada fondamentale da percorrere: estrazione, trasporto e utilizzo dei materiali sono infatti tra le attività più energivore del comparto e tra le principali colpevoli dell’inquinamento prodotto. Il passaggio da un modello lineare che estrae, produce e smaltisce a un sistema dove ogni materiale mantiene il proprio valore attraverso riuso e riciclo sta ridisegnando le pratiche costruttive quotidiane, coinvolgendo l’intera filiera, dalla progettazione alla demolizione.
Demolire? No, progettare al contrario
L’ultima fase di vita degli edifici è la più cruciale per la circolarità. La demolizione tradizionale con conseguente smaltimento dei materiali sta lasciando spazio alla decostruzione selettiva, uno smontaggio programmato che permette di recuperare componenti ancora funzionali, pronte per essere riciclate. Sono tantissimi i materiali che, se progettati accuratamente per essere riutilizzati in una secondo momento, possono avere molte nuove vite. L’acciaio strutturale, per esempio, può essere rifuso infinite volte mantenendo intatte le sue proprietà meccaniche, mentre l’alluminio dei serramenti richiede fino al 95% percento in meno di energia se prodotto da materiale riciclato. Anche il calcestruzzo trova nuova vita come aggregato per sottofondi, a condizione che venga diviso correttamente dalle armature. Questa attenzione alla separazione dei flussi genera un doppio ritorno: economico, in primis, attraverso la riduzione dei costi di smaltimento e, non di secondaria importanza, ambientale, diminuendo il volume destinato alle discariche e favorendo una gestione sostenibile delle risorse disponibili.
Tecnologia per la circolarità: il BIM e non solo…
La tecnologia viene in soccorso della circolarità mettendo a disposizione vari strumenti, sempre più utilizzati, anche per gli scopi di sostenibilità delle imprese. Il BIM, oramai un must per chi vuole stare al passo coi tempi, per esteso Building Information Modeling, sta evolvendo per includere veri e propri passaporti digitali dei materiali edili tracciabili che catalogano ogni componente costruttivo. Questi database permettono di sapere esattamente quali materiali sono presenti in un edificio e come possono essere recuperati, ma non finisce qui, sui cantieri sono sempre più comuni sistemi di pesatura digitale e codici QR consentono la tracciabilità di ogni flusso, alimentando piattaforme che connettono demolitori e siti di produzione. Grazie all’aumento dell’utilizzo dei sistemi digitali in cantiere stiamo assistendo a un duplice miglioramento, sia ambientale che organizzativo. Se da un lato, come specificato dallo studio del portale PlanRadar “Cosa significa economia circolare in edilizia?”, l’87% delle aziende che utilizzano sistemi digitali migliorano l’impronta ecologica del cantiere riducendo drasticamente la documentazione cartacea, dall’altro la stessa ricerca dimostra che il 74% ha anche ridotto errori e difetti costruttivi, riducendo di conseguenza sia i tempi di costruzione che lo spreco di materiali edili.
Progettare oggi pensando al domani
Come abbiamo visto la vera differenza si fa nella fase progettuale, è qui che si decidono le sorti future di un edificio. Progettare per la circolarità significa immaginare costruzioni che nascono già immaginando alla loro trasformabilità, utilizzando, per esempio, sistemi a secco e connessioni meccaniche reversibili per facilitare il riutilizzo dei materiali in fase di dismissione. La prefabbricazione è fondamentale a questo proposito: facilita sia il montaggio che lo smontaggio delle strutture. Dall’altra parte è importante notare che i materiali innovativi derivati dal riciclo stanno conquistando il mercato: calcestruzzi con aggregati di gomma da pneumatici, pannelli isolanti da fibre tessili recuperate, laterizi con ceneri industriali. Questi tipo di materie chiudono cicli produttivi esistenti offrendo allo stesso tempo prestazioni anche migliori rispetto alle soluzioni tradizionali, a prezzi modici, dimostrando che sostenibilità, qualità costruttiva e competitività economica sono facce della stessa medaglia.