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Road map completa delle certificazioni green italiane ed europee

Le certificazioni ambientali in edilizia non sono semplici attestati: rappresentano uno degli strumenti più efficaci con cui il settore delle costruzioni – responsabile del 40% del consumo energetico europeo – sta affrontando e regolamentando la transizione ecologica. Un mezzo affidabile e replicabile attraverso il quale è possibile trasformare la sostenibilità da concetto astratto a parametro concreto, misurabile ed applicabile, rispettando le norme vigenti, proteggendo l’ambiente e allo stesso tempo creando valore per proprietari e occupanti.

Uno sguardo internazionale: le principali certificazioni

Il panorama globale delle certificazioni edilizie sostenibili si articola su tre pilastri fondamentali. Il sistema LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) domina nelle Americhe con focus sull’efficienza energetica, mentre il protocollo britannico BREEAM mantiene l’egemonia europea privilegiando la qualità ambientale interna. In Italia, il vero protagonista è il Protocollo ITACA, divenuto Prassi di Riferimento UNI (UNI/PdR 13.0-13.2) e nato per adattare gli standard internazionali al contesto normativo nazionale.

ITACA dialoga direttamente con i Criteri Ambientali Minimi (CAM) obbligatori per gli appalti pubblici e viene adottato da numerose regioni italiane, dalla Toscana alla Puglia, dal Piemonte alla Sicilia. Questo protocollo premia l’eccellenza progettuale attraverso incentivi volumetrici e sgravi fiscali, trasformando la sostenibilità da costo aggiuntivo a investimento strategico sul territorio.

Come funzionano le Certificazioni green

Una certificazione green analizza l’edificio secondo criteri olistici che vanno oltre il risparmio energetico. Si valutano l’efficienza energetica e idrica misurata in kWh e litri risparmiati, il comfort termo-igrometrico che include temperatura, umidità e illuminazione naturale, la qualità dell’aria indoor insieme ai materiali sostenibili utilizzati. Non mancano valutazioni sulla gestione del cantiere, la tutela della biodiversità locale e il ciclo di vita completo dei materiali impiegati nella costruzione.

Stringendo la lente sull’Italia, e dunque sul Protocollo ITACA, in particolare, si possono notare alcune peculiarità. La sua struttura si articola su 37 crediti raggruppati in 19 categorie, ciascuna con benchmark oggettivi di riferimento. Il punteggio finale non è una semplice somma algebrica, ma misura il grado di miglioramento rispetto agli standard legislativi minimi, garantendo confrontabilità, trasparenza e aderenza alle normative nazionali vigenti.

 

Certificazioni edilizie, perché convengono?

Quando si parla di certificazioni green la domanda legittima che ogni committente pone è: che benefici effettivi mi può portare fare questo tipo di investimento? I dati di mercato accumulati nell’ultimo decennio restituiscono un quadro incoraggiante sulla validità di questi indicatori, sia per una questione di aumento del valore di mercato degli immobili che ne dispongono, sia per una questioni di risparmio energetico degli acquirenti, a cui poi si aggiunge un terzo fattore spesso sottovalutato, il benessere degli inquilini e l’aumento di produttività negli uffici.

Partendo dal primo punto, gli edifici certificati LEED o ITACA registrano un valore di mercato superiore del 10-15% rispetto a costruzioni equivalenti non certificate, una percentuale destinata ad ampliarsi con la crescente sensibilità ambientale degli acquirenti. In secondo luogo i consumi energetici si riducono mediamente del 30-40%, con risparmi operativi che ammortizzano gli investimenti iniziali in un arco temporale di 10-15 anni.

Ma c’è un terzo elemento spesso poco tenuto in considerazione: ambienti con qualità dell’aria superiore, illuminazione naturale ottimizzata e comfort acustico migliorano misurabilmente il benessere degli inquilini in vari ambiti della vita e, in caso di costruzione di siti produttivi o uffici,  la produttività degli occupanti, riducendo l’assenteismo e incrementando il benessere lavorativo in generale.

Sul versante professionale, la diffusione delle certificazioni sostenibili ha generato nuove figure specialistiche regolamentate come l’Esperto ITACA, l’ispettore ISO/IEC 17024 e il LEED AP. L’accordo tra ITACA, CasaClima e CERTING per certificare la figura di “Esperto in Edilizia Sostenibile Italiana” testimonia come il sistema stia maturando verso standard di competenza riconosciuti e spendibili negli appalti pubblici, dove i CAM premiano esplicitamente i progettisti qualificati. Ad oggi le certificazioni green sono strumenti strategici indispensabili che, con la tassonomia europea sempre più stringente, ridefiniscono il valore degli edifici nel loro ciclo di vita completo.

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