Nel mondo delle costruzioni è in atto un cambiamento silenzioso ma radicale che riguarda la digitalizzazione dei cantieri. Una trasformazione che, pur non facendo rumore quanto un escavatore in funzione, sta rivoluzionando il modo in cui si progetta, si costruisce e si gestisce un’opera, sia essa un edificio, un’infrastruttura stradale o ferroviaria, o un complesso industriale. In questo processo, tecnologie come il BIM e i droni giocano un ruolo cruciale, contribuendo a rendere i cantieri più intelligenti, più sicuri e più efficienti.
BIM e droni nei cantieri, nuova tecnologia nella quotidianità
Oramai molto utilizzato sia per la sue potenzialità di archiviazione sia per avere una banca dati per il riutilizzo e il riciclo dei materiali, il BIM, acronimo di Building Information Modeling, indica un metodo di lavoro che consente di creare un modello digitale tridimensionale di un’opera edilizia. A differenza del disegno tecnico tradizionale, il BIM permette di raccogliere in un unico ambiente digitale sia le informazioni geometriche che quelle tecniche, strutturali e gestionali relative all’edificio o all’infrastruttura da realizzare.
Questo modello digitale non è statico: può essere aggiornato in tempo reale e consultato da tutte le figure coinvolte nel progetto, come progettisti, ingegneri, imprese di costruzione, direttori dei lavori e soggetti pubblici. In questo modo, diventa possibile pianificare e controllare ogni fase del processo costruttivo in modo coordinato, limitando il rischio di errori, sovrapposizioni o ritardi. I dati parlano chiaro: nei progetti che utilizzano il BIM in modo avanzato, si registra una riduzione media del 20-25% sui costi imprevisti, una diminuzione dei tempi del 15-20% e una maggiore sicurezza sul lavoro grazie al controllo remoto e alla pianificazione più accurata delle attività.
Il BIM non corrisponde a un singolo software, ma si basa su una serie di strumenti integrati e interoperabili che supportano una gestione più efficiente e trasparente del progetto. E, dal 2025, in Italia, è divenuto obbligatorio il suo impiego per tutte le opere pubbliche con un valore superiore a 2 milioni di euro.
Nell’ambito della digitalizzazione dei cantieri, i droni vengono sempre più spesso utilizzati come strumenti di monitoraggio e rilievo. Dotati di fotocamere ad alta risoluzione, sensori laser o termocamere, questi dispositivi a pilotaggio remoto permettono di acquisire immagini e dati precisi sull’area di lavoro, anche in zone difficilmente accessibili.
Le informazioni raccolte dai droni consentono di generare modelli in 3D del terreno o dell’edificio con margini di errore molto contenuti. Tali modelli possono poi essere integrati nel sistema BIM, contribuendo a mantenere allineato il progetto digitale con l’effettivo stato di avanzamento del cantiere.
Il cantiere digitale Italferr: droni e AI per la nuova Napoli–Bari
Tra i progetti che meglio rappresentano l’applicazione concreta della digitalizzazione in ambito infrastrutturale, spicca quello condotto da Italferr, società di ingegneria del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. L’intervento riguarda una delle opere pubbliche più complesse attualmente in corso nel Paese: la nuova linea ferroviaria ad alta velocità/alta capacità Napoli–Bari, snodo strategico per il Sud Italia e parte integrante del Corridoio europeo TEN-T Scandinavia–Mediterraneo.
Per monitorare l’avanzamento dei lavori, Italferr ha scelto di integrare nel processo costruttivo droni, modelli digitali e intelligenza artificiale, adottando un approccio che punta al controllo costante e predittivo del cantiere. In pratica, i droni sorvolano periodicamente le aree interessate dal tracciato, raccogliendo immagini e dati geospaziali ad alta precisione. Queste informazioni, una volta elaborate, restituiscono una mappatura tridimensionale del cantiere aggiornata in tempo reale.
Ma il cuore innovativo del sistema risiede nella connessione tra i dati raccolti e il modello digitale dell’opera, realizzato secondo metodologia BIM. Attraverso algoritmi di intelligenza artificiale, ogni rilievo viene confrontato con le previsioni del progetto: in questo modo è possibile identificare eventuali discrepanze, come ritardi, lavorazioni non conformi o ostacoli imprevisti, con largo anticipo rispetto ai metodi tradizionali di verifica.
Questo sistema di controllo automatizzato consente non solo una maggiore trasparenza nella gestione dei lavori, ma anche un’ottimizzazione dei tempi e delle risorse. Eventuali criticità vengono intercettate prima di diventare problemi strutturali o economici, migliorando la qualità complessiva dell’intervento e riducendo sensibilmente il rischio di contenziosi.
L’esperienza di Italferr viene considerata oggi un modello replicabile per altri grandi cantieri, non solo ferroviari. Secondo la stessa società, l’adozione di tecnologie digitali ha già portato a una riduzione significativa delle visite ispettive tradizionali in loco, sostituite da verifiche a distanza più frequenti, meno invasive e decisamente più dettagliate.
Nel panorama dell’edilizia pubblica italiana, ancora segnato da una certa resistenza al cambiamento, l’intervento sulla Napoli–Bari dimostra come l’innovazione tecnologica, se ben integrata, possa non solo accelerare la realizzazione delle opere, ma anche elevarne il livello di affidabilità, controllo e sostenibilità.
Le sfide della transizione: formazione, interoperabilità, cultura
Nonostante i numerosi vantaggi, la digitalizzazione del settore delle costruzioni spesso incontra dei rallentamenti nelle sue varie applicazioni. Il primo è di natura culturale perché molte imprese, soprattutto di piccole e medie dimensioni, faticano ad abbandonare processi consolidati per adottare tecnologie che richiedono competenze nuove, investimenti iniziali significativi e un cambio di mentalità. A questo si aggiungono, poi, problemi legati all’interoperabilità tra software, mancanza di standard condivisi a livello operativo e normative in evoluzione, che talvolta risultano poco chiare o scarsamente applicate. Inoltre, la formazione del capitale umano è ancora un anello debole: servono figure tecniche in grado di leggere un modello BIM, interpretare i dati raccolti dai sensori, pilotare un drone secondo le normative ENAC, o semplicemente integrare il digitale nel quotidiano di un cantiere.
Eppure, nonostante le difficoltà, la digitalizzazione dei cantieri è un processo inarrestabile. Il futuro delle costruzioni passa da qui: da cantieri intelligenti, dove l’errore non viene corretto a posteriori, ma prevenuto in fase di progettazione; da tecnologie che non sostituiscono il lavoro umano, ma lo potenziano e lo rendono più sicuro; da una cultura dell’innovazione che parte dalla comprensione e si traduce in valore reale.